giovedì 30 giugno 2016

Per fare un tavolo ci vuole il legno...per farmi felice anche!


 Un giorno Maria mi scrisse chiedendomi "Silvia, ho delle tavole di legno invecchiato, possono servirti?"

E fu gioia! Quando tra le mani presi quel vecchio bancale di legno, mi si aprirono gli occhi come se avessi ricevuto in dono un oggetto di chissà quale valore...ma era una cosa che desideravo da tempo, e la mia contentezza fu immediata. 

Così anche io ora possiedo un nuovissimo set: lo guardo e lo ammiro, ne scruto il colore e le venature, i segni del tempo, i nodi e le parti rovinate, i chiodi che tengono unite le assi, quelle macchie verdi di pittura che quasi sembrano muschio...mi piace così com'è e più è rovinata e più la trovo bella! 

Una vecchia canzoncina per bambini diceva "per fare un tavolo ci vuole il legno" e io aggiungo...per farmi felice anche! Perchè per fare felice me basta davvero poco...

E a proposito di verde...lo sapete già, mi piace in tutte le sue sfumature, sarà perchè guardo il mondo con gli occhi dello stesso colore e così sembra che tutto mi appartenga un po' di più!

Così in un pomeriggio non troppo soleggiato, su quelle assi di legno, tre verdi diversi dal profumo intenso decisero di dare il loro benvenuto all'estate...


 Sorbetto alla mela verde, lime e basilico


 Ingredienti:

 350 gr di mele Granny smith (peso della frutta già tagliata a cubetti, polpa e buccia)
100 gr di zucchero semolato
succo di 1+1/2 lime
5/6 foglie di basilico
1 albume
250 ml di acqua minerale naturale (già fredda)


Preparazione:

In una ciotola spremete il succo del lime, aggiungete lo zucchero semolato e girate. Tagliate le mele a cubetti, tenendo anche la buccia, aggiungete 5/6 foglie di basilico e tritate il tutto con un mixer ad immersione. Aggiungete dell' acqua fredda naturale. A parte sbattete leggermente un albume e aggiungetelo al resto. Versate tutto nella gelatiera e seguite i tempi previsti dal vostro modello. 





giovedì 16 giugno 2016

LE COSE DA AMARE-NE-I GIORNI CHE VERRANNO... (Frolla alle mandorle e marmellata di amarene)


Mi piace guardare dentro ai tuoi occhi e vedere paesaggi fatti di distese di campi di grano, dove non si misura la distanza tra noi e l'infinito. Toccare con la mano le stanze delle tue idee che non hanno soffitto che le chiuda, ma cieli sempre diversi da scoprire e cambiare.

Mi piace quando sorridi e mi mostri quella fossetta sulla guancia, come la superficie delle focacce appena sfornate, dove un dito ha lasciato la sua impronta per dire "è lì che sorrido di felicità"...

Scorrere brani di canzoni da ascoltare sotto la pioggia di questo giugno che sa di autunno, pensando a tutte le cose belle che ancora ci sono da fare; guardare il calendario e dire per la prima volta la parola "vacanza" ascoltando il suono delle onde del mare accarezzarne ogni lettera.
E so che come il mare porterai via un po' delle mie insicurezze che ti fanno sorridere e io imparerò a custodire i gesti attenti che sai regalare, e cercherò nei piccoli difetti tutto quello che ti rende speciale.

Sono le cose da amare-ne-i giorni che verranno, quelle che mi vien voglia di starmene sotto ad un cielo piovoso senza aprire l'ombrello, per sentirle sulla pelle, fresche e dissetanti. 

   
"io ti metto sul piatto tutto ciò che conosco", lo condisco con la semplicità che mi appartiene e ti regalo questi pensieri perchè quando sono felice lo scrivo...le parole oggi hanno il sapore delicato di una frolla di mandorle e questa volta la marmellata è rimasta in superficie per farsi vedere...

Quel vasetto di marmellata rossa me lo hai regalato tu, riponendolo con cura tra le mie mani...è lì che ho pensato a tutte le cose da amare-ne-i giorni che verranno...









Frolla alle mandorle e marmellata di amarene

Ingredienti:
(per una teglia diametro 20 cm.)

150 gr di farina 00
130 gr di mandorle tritate finemente
1 cucchiaino di maizena
80 gr di zucchero semolato 
100 gr di burro freddo
1 tuorlo (eventualmente un po' di albume se l'impasto lo richiede)
marmellata di amarene (o a piacere)
mandorle per decorare 

Preparazione:

Unite le due farine e la maizena, aggiungete anche lo zucchero semolato, unite il burro freddo e tagliato a tocchetti, lavoratelo velocemente insieme agli ingredienti secchi, con i polpastrelli, ottenendo un composto sabbioso. Aggiungete un tuorlo (solo se notate che all'impasto servono dei liquidi unite un po' di albume). Lavorate velocemente amalgamando gli ingredienti, ottenendo un composto liscio. Formate un panetto da riporre in frigorifero per almeno 30 min. avvolto nella pellicola trasparente.
Imburrate e infarinate una teglia apribile, stendete la frolla, misurate il diametro della teglia e tagliate la frolla considerando 1,5 cm in più per il bordo, i restanti ritagli di frolla li utilizzerete per decorare la superficie delle crostata. Bucherellate la base della torta con i rebbi di una forchetta, aggiungete la marmellata, qualche mandorla intera e sbriciolate la frolla che vi è rimasta.
In forno preriscaldato a 180° per circa 35/40 minuti.
 






mercoledì 8 giugno 2016

SE IL TRUCCO C'E'... QUAL E'? - TORTA DI GRANO SARACENO E MARMELLATA DI MELOGRANO



Me lo diceva sempre la nonna, ai suoi tempi non si usavano smacchiatori e detersivi particolari per ottenere "il bianco che più bianco non si può", le donne utilizzavano la cenere del camino! Mentre un bicchiere d'aceto poteva bastare per ravvivare i colori...

Lei che ormai aveva tutti i capelli bianchi, mi raccontava il suo segreto di gioventù: per averli lucenti e morbidi, faceva impacchi con olio d'oliva e qualche volta si permetteva una maschera con tuorli d'uovo...

Sapeva fare delle ottime crespelle, le faceva sempre sotto Natale, ma nessuno ha fatto in tempo a chiederle quale fosse la sua ricetta...di sicuro so che non avrebbe avuto dosi precise, perchè "le cose si fanno a occhio", questo era il suo segreto!
 
Anche la mia mamma doveva aver carpito, forse anche lei da sua nonna, il trucco per far splendere vetri e specchi: carta da giornale imbevuta d' alcol...una passata e tutto brillava. Lei che, ancora oggi, pulisce piccoli oggetti d'argento con il dentifricio per farli di nuovo brillare...

Tutte le volte che preparo la pasta fresca mi ricorda di mettere un goccio d'olio nell' acqua di cottura, per non farla attaccare, e ultimamente, mi ha insegnato tutti i passaggi per cucinare il polpettone ripieno perfetto!

Il trucco c'è anche quando non si vede insomma, di solito è un piccolo segreto che si tramanda nel tempo, che ha una storia di diverse generazioni, che si confronta con quelli più moderni, che sa che senza di lui manca qualcosa o qualcosa non riesce del tutto bene...

E allora con questo post io vi faccio una domanda...se il trucco per non far affondare la marmellata nell'impasto in cottura c'è...qual è?
Povera torta...lei è anche venuta buona, eppure la marmellata è finita di nuovo tutta sul fondo...


Torta di grano saraceno con marmellata di melograno 

Ingredienti:

160 gr di farina di grano saraceno
140 gr di farina 00
150 gr di zucchero di canna
4 uova
110 gr di burro fuso
una bustina di vanillina
una bustina di lievito per dolci
marmellata a piacere (per me Fiordifrutta Melograno Rigoni di Asiago
zucchero al velo

Preparazione:
N.B.: Vi lascio comunque la mia preparazione, sappiate che la marmellata mi è finita sul fondo. Potete eventualmente preparare la torta e una volta raffreddata tagliarla in due e farcirla con la marmellata. 


Unite le uova allo zucchero di canna e con uno sbattitore elettrico ottenete un composto chiaro e spumoso. Aggiungete le due farine setacciate un po' alla volta, continuando ad usare le fruste elettriche. Unite il burro fuso e mescolate, in ultimo aggiungete la vanillina e il lievito. Foderate una teglia con della carta forno inumidita, ben strizzata e stropicciata, versate il composto preparato e sopra aggiungete dei bei cucchiai di marmellata. In forno preriscaldato a 180°, cuocete per circa 30 minuti. 
Decorate con zucchero al velo una volta raffreddata.






giovedì 26 maggio 2016

Sgranando fave come fossero particelle di meraviglia... (PESTO DI FAVE E MENTA)



Ovunque, mescolate alle particelle d’aria che respiriamo, ci sono particelle di meraviglia e di impossibile. E solo la destrezza di un mago riesce a catturarle.
(Fabrizio Caramagna)

Ho visto la meraviglia lungo i muri di un sotto passaggio alla stazione, con disegni che sembravano opere d' arte, pronti a colorare pezzi di città spenti e inosservati.

L' ho rivista poi dentro gli occhi chiusi di una bimba appena nata, tra le braccia della tenerezza di un uomo.

L' ho sentita venir fuori da una chitarra, tra gli applausi e l'emozione di chi ascoltava e nascondersi dietro l' angolo di una casa, mentre si arrampicava con foglie robuste e fiori blu come il cielo in una notte d' estate.

L' ho inseguita mentre volava sopra il mondo come una farfalla e l' ho presa per mano quando ho sentito che profumava d' amore.

L' ho respirata in un viale pieno di acacie e gelsomini e l'ho (ri)conosciuta dentro due occhi castani che mi guardavano profondamente.

Ho sgranato fave come fossero particelle di meraviglia perchè non è affatto difficile catturarle in ogni dove se presti attenzione.

 Dopo tutto, tutti avremmo bisogno di cercarla nel quotidiano, per sentirci un po' più felici e forse anche un po' più leggeri e condirci le giornate come un pesto di fave al profumo di menta.


 


Pesto di fave e menta 

Ingredienti:

 1 kg di fave (peso con baccello)
7 gr di foglie di menta 
45 gr di pecorino romano
1 spicchio d' aglio
30 gr di mandorle
1/2 cucchiaino di sale (facoltativo)
5/6 cucchiai di olio e.v.o.

Preparazione:

Sgranate le fave e sbollentatele in acqua bollente e salata per 3 minuti. Passatele sotto l'acqua fresca e con una piccola incisione togliete anche la buccia, facendo uscire la fava. 
Unite le fave a tutti gli altri ingredienti e con un mixer ottenete una crema.